Riposiamoci amica, ripartiremo più forti.

Suona Heart skipped a beat – The xx

Ecco che ci risiamo. Forse dovrei scrivere di più e parlare di meno, che poi mi pento.
Aspetto ma non so che sto aspettando. Ho bisogno di un corpo da stringere, di mani che mi toccano, ho bisogno dei suoi occhi. Ma degli occhi di chi?
Smanio smanio smanio, smanio sempre. Aspetto le cose sbagliate e sono ripetitive. Ma il mio cuore è in pena per altro.
Penso alle cose che vorrei fare ma che non faccio, a quelle che vorrei fare e che non posso fare, perché non posso farci nulla, anche se vorrei, dannatamente.

Vorrei andare da lei e abbracciarla, perché ha un bisogno forte di me. E io cerco di essere forte per lei, perché ha bisogno di me, perché lei ha solo me. E io per lei mi metto da parte, mi alleno, mi alleno tanto per avere le spalle larghe, per lei che è stanca e non ce la fa più.
Ecco allora che se c’è lei fingo di non aspettare più lui, fingo che queste cose per me non siano importanti, e provo ad aiutare te, te che hai avuto solo schiaffi dalla vita, e non parlo di delusioni d’amore, parlo di dolori veri, forti, unici irreparabili.
Mi dici che sei stanca e io non posso che darti ragione.

Potremmo scrivere un libro sulla tua storia.
Penso a quel pomeriggio in cui mi hai chiamata: “prendiamoci un caffè”. Un pomeriggio normale, di sole, di chiacchiere fra amiche immaginavo io, un nostro pomeriggio solito, passato a spettegolare e a dire cazzate fra le risate.
Devo dirti una cosa” e risento il mio urlo di gioia mentre penso che tu voglia dirmi che finalmente sei incinta. Immagino in un secondo la vostra felicità e mi scoppia il cuore.
Pensieri lunghi un battito di ciglia, perché tu capisci e mi fai di no con la testa.
Rimango confusa, mi metto seduta, non c’è nessun caffè, solo io tu e una panchina.
Sono andata a donare il sangue, mi hanno chiamato dal laboratorio. Ho l’HIV.”

Potrei fermarmi qui, perché il mio cuore in quel momento si è fermato, come adesso.
Non è vero, non è possibile, non può essere successo a te. Mi si riempiono gli occhi di lacrime, adesso come allora.
E’ il regalo che ti ha lasciato quel bastardo del tuo ex.
E io non posso crederci, e non so che fare. Tu mi supplichi di non piangere, mi dici che no, non c’è alcun errore e che sì, purtroppo ne sei sicura, che hai ripetuto gli esami.

Questo accadeva mesi fa. Io non ho avuto il coraggio di parlarne con nessuno, con nessuna delle nostre amiche, non capirebbero. E’ un segreto che tengo per me, per proteggerti, perché non voglio che nessuno si azzardi a guardarti con occhi diversi, che ti escluda, che faccia domande stupide.
Penso a tutte le cose che la vita ti ha tolto, di cui è meglio non parlare qui, e non riesco a non essere un cavaliere che combatte al tuo fianco a spada tratta.

Sposata in fretta con lui che è già un peso insostenibile, più della tua malattia, e Cristo vorrei urlare, perché vorrei riuscire a salvarti.
Ecco che penso a quanto sono stupida io che penso all’amore, che penso al solito a lui che non mi scrive e non mi considera, e poi penso a quanto è più grande di noi questa cosa, a come posso fare per aiutarti.
Ti guardo e non ci credo. Non è possibile. Ogni chiamata come un’ingenua spero tu mi dica “si sono sbagliati, non sono malata, sono guarita”.
Hai una forza incredibile, a volte sei anche più forte di me, se penso che affronti questo nel segreto, che non vuoi dare altre preoccupazioni ai tuoi, non lo sopporterebbero. Ecco che sopporti tu per tutti, nel silenzio, anche quando hai paura, anche quando vorresti gridare.

Non so come fare amica mia, non so che fare, ma qualsiasi cosa la faremo insieme, e riusciremo finalmente a riposarci gli occhi, le mani e il cuore.

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