Macelli privati

Questa è una di quelle giornate in cui la rabbia annebbia il cervello, in cui dovrei spegnere tutto e rifugiarmi in un posto dove la bellez… un cazzo! un posto dove poter spaccare tutto.
Dio la voglia che ho di fare un macello.
Dovrei spegnere il telefono adesso, spegnerlo e disintossicarmi, perché ho questa sensazione di malessere forte, fortissima, e so già che me la prenderò con il primo che mi capita a tiro.

Questo battito accelerato e la morsa allo stomaco. No, non è l’amore che mi manca, è un malessere grande, che serpeggia latente, come se la mia testa volesse reprimerlo, cercasse di reprimerlo, ma a volte non ce la fa, ed è un’esplosione dirompente. So che farò la psicopatica oggi, che basterà una virgola fuori posto per farmi scoppiare, e so che non potrò fare nulla per evitarlo.
Ti darò una risposta fuori posto e tu non mi riconoscerai. Penserai che sono pazza. Come te lo spiego tutto questo fango? Forse per la prima volta mi vedrai come sono fatta, vedrai i mostri che ho dentro. Io non voglio tu li veda.
Mattine ossessive. Aspetto di sentirti e non voglio sentirti. Sto male perché ti sto aspettando. Odio le dipendenze, non voglio essere dipendente.
Odio l’attesa e odio questo peso, questo cervello che non stacca mai, il mal di testa, la morsa alla gola e allo stomaco.
Le mani, mi fanno male le mani, i tendini.
E’ tutto sbagliato. Voglio scappare, non ce la faccio così.
Pensieri negativi senza via di scampo. Non li so gestire. E questo cuore non si ferma e non so come fare.

Faccio cose, vedo gente e mi sgomento.

Suona Use Somebody – Acoustic cover

Aggiornamento spicciolo sul mio stato di demenza psicosomatica causato dal mancato contatto fra il nonsomancocomecazzotichiami e io.
Qualche messaggio pre cena, come sapete poi io mi faccio la mia serata, lui immagino la sua, a fare, che ne so, puzzle da venticinquemila pezzi, a ballare la lap dance in qualche strip club, a mondare patate al circolino di paese per la sagra della zuppa, a far sesso come un riccio con qualche intrigante giovanotta appena incontrata nella sua smart biposto, o magari a guardarsi film strappalacrime o a sfondarsi con qualche giochino di calcio della play.
Fatto sta che s’è fatto i cazzi suoi. Giustamente ovviamente e che vi pare.

Poi la polla torna a casa quando la notte è già iniziata da un po’, e si sa che la notte è una bastarda e porta pensieri strani, e quindi scrivo “dormi?”
10,15,26,32 minuti. Occhei dorme. “notte”
Poso tutto e dormo anche io. Notte caldo sogni etc. Suona la sveglia, spengo la sveglia, guardo l’ora, notifiche facebook, messaggi di pazzi nottambuli su whatsapp, mail di lavoro, oroscopo di Fox. Stop.
Nessun messaggio suo. Vabbe dorme ancora.

Ma alle 10.40 è sveglio sicuramente e non mi scrive. Eppure ieri sera parlava di nostri futuri aperitivi. E io mi sgomento. Ma perché? Ma chi cazzo è? Ma che malattia brutta ho?
Partiranno le ripicchine a bimbaminkia, se ci sarà qualcosa a cui rispondere.
Mi serve un dottore bravo o un amore a tempo pieno.

I Non-Leccatori

Sane risate del mercoledì

memoriediunavagina

Da tempo volevo dedicarmi a questo argomento di capitale importanza che interessa molte di noi e sul quale c’è uno sconcertante silenzio mediatico: i Non-Leccatori.

Tutto è iniziato a un aperitivo con una mia amica che mi ha raccontato del suo recente affair con un performante financialconsultantsarcazzo, con cui era già stata a letto 2 volte e che non gliel’aveva ancora leccata. Che, di solito, è un preoccupante campanello d’allarme che ci segnala che potremmo essere in presenza di un Non-Leccatore. Alché le ho detto di dargli una terza chance, perché se non lo fa la prima volta ok, vabò, ci può stare; se non lo fa la seconda volta è un indizio, se non lo fa la terza volta è una prova. E il passo dalla prova alla condanna, in genere, è breve.

Partiamo da principio: dicesi Non-Leccatore un esemplare di maschio eterosessuale in attività che non…

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Pensieri stupidi come una donna

Quanti volti ha la felicità? e quanti motori ha?
Al tempo dei social radicati nella quotidianità, può capitare che la parola di sconosciuti riempia vuoti abissali, quelle mancanze che non sai nemmeno tu da dove arrivano, eppure ci sono.
Così lui che non sai nemmeno come si chiama e che faccia abbia inizia a scambiare due battute con te, due battute stupide su una foto, scambi che durano un pomeriggio intero, e via fino a tarda notte. E il giorno dopo ancora, dalla mattina alla sera. Non sai nemmeno il suo nome. E poi da una foto scopri che passa il weekend a pochi chilometri da te, e senti che vorresti incontrarlo. Non sai nemmeno il suo nome. E non hai il coraggio di dirglielo, ma vorrebbe anche lui. Ma non è possibile. “Sono da quelle parti anche a fine mese”. E già non vedi l’ora. Non sai nemmeno che faccia ha.
Vacanze finite, torno a casa, a lavoro. Sei ore di silenzio. E io smanio. E mi sento stupida. Le attenzioni virtuali di uno sconosciuto mi mancano già da morire.
Scrivo io? Per dire cosa? Com’è andato il rientro? magari sta lavorando.. dopo 4 giorni fuori è possibile abbia da fare..possibile abbia un lavoro per il quale non può stare al telefono.. chissà che lavoro fa. O forse non ha voglia di sentirmi. In fondo io chi cazzo sono. E poi l’ultimo messaggio l’ho scritto io, quindi non sta a me scrivere no?. Aspetta che controllo se mi ha scritto, che magari non mi è arrivata la notifica. Niente, nessun messaggio.

Ecco, pensieri stupidi così. Stupidi come una donna.
Ps. Nel frattempo ha scritto. Sono una smaniosa del cazzo. 

Il giorno dei miracoli. Non pervenuto.

Devo smetterla di scrivere post che “poi finirò”, perché succede come ieri, che monta il nervoso. Sentivi che andava tutto bene, che era tutto risolto, che stavi finalmente vivendo la vita che volevi, che passo passo ci stavi arrivando, che lui stava cambiando. L’argomento “coppia” non era più stato toccato e andava tutto benissimo, il sesso, le risate, le ferie progettate.
Poi succede, appunto, come ieri, che lui ti dice che questo week-end ti aveva detto c’era ma in realtà non c’è, ci vediamo settimana prossima, oh che sarà!. E in un attimo esplodi. Tutte le mancanze tornano a galla tutte insieme, come un vulcano silente, che si incendia all’improvviso e divampa. Sapevo che avremmo litigato, una delle nostre litigate, quelle in cui lui dice che sta benissimo con me ma che vogliamo due cose diverse, che lo so dall’inizio, che so lui com’è e che non cambierà perché ama la sua vita così com’è adesso. Quelle in cui io piango e dico che la differenza sta nel fatto che io sono innamorata, pazzamente, e lui invece no, nemmeno un po’.
Ecco che i cioccolatini mancati, i pensieri dolci mai espressi, il non andare mai fuori dagli schemi pesano come blocchi di granito, blocchi che non ho più la forza di sollevare, come le lacrime che non hanno più la forza di scorrere, perché sanno di essere inutile mentre lui dice “sto male a vederti piangere, ma lo sai come sono e che non cambio”.
L’ha detto ancora, ancora una volta. La mia è un’illusione. Lui non cambierà. O forse si. Per quanto ancor voglio provarci, crederci.
Questo muro non cadrà, è un muro attorno al quale ho costruito una casa, una casa in cui voglio vivere solamente io.

Ecco che mi asciugo le lacrime, torno alla mia macchina alle tre di notte per tornare verso casa e riscoppiare in lacrime.
Ed oggi, con quattro ore scarse di sonno addosso continuo a guardare il telefono, aspettando che lui si svegli e mi chiami. Lui ha dormito stanotte, dormito come sempre.
Ho di nuovo l’ansia, quella che ormai da qualche mese era passata. Era un’illusione, ancora una vota?
Oggi sarà un altro giorno amata a metà, o non amata affatto, persa fra le cose che ha da fare, un altro giorno senza parole d’amore, senza passi in avanti, anche se abbiamo litigato non arriverà nulla in più rispetto a ieri. E’ un giro in tondo, che da l’illusione di movimento ma è tutto immobile. Passano i giorni e sono giorni di elemosina, quelle che chiedo con le mani, gli occhi e le parole ogni volta che ho a che fare con lui.
Oggi sarà come sempre un altro giorno senza miracoli, col cuore mendicante e gli occhi velati.

Passa sempre, passerà anche stavolta.