Psicologa, oh quanto ci metti eh? 

Occhei, stavo scrivendo un post in cui parlavo di altro, un post figo a mio modesto parere, solo che la mia attenzione dal post figo é stata distolta dal compagno della psicologa. Già. Inizio ad essere in seria difficoltà. Vado a prendere il treno stanca morta, sperando di farmi un bel viaggio rilassante e scopro che siamo soli … Maremma maiala… Eh, m’e scappato. Subito mille battute non divertenti come una manata di sabbia negli occhi.. Ma non se ne accorge che non rido? Ma che nemmeno sorrido! E poi interpreta ogni singola espressione del mio viso con un che hai? Che non hai? Chi è? È successo qualcosa?

Ecco, adesso è davanti a me e io sono crollata nel mutismo inespressivo più totale mentre scrivo, sperando di sottrarmi all’interrogatorio d’ordinanza.. Ma lo vedo che mi guarda.. Che davvero davvero s’e innamorato? Buah! 

E la psicologa? Mah! Ditemi voi. 

Per fortuna in questo treno c’è l’aria a palla. Almeno una gioia. 

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Psicologa ripassa tuo marito, grazie.

Ma se uno, che detto così sembra io parli di uno che passa per la via, in realtà è un ragazzo che viaggia con me, pendolare anche lui, che dai e dai a viaggiare assieme é diventato una sorta di amico, o almeno uno che si ciuccia tutti i miei sfoghi psicopatici nei momenti di forte crisi, che come sapete, non sono così rari.
Dicevo, ma se uno trova ogni pretesto per avere un contatto fisico, da mano sulla spalla, nella schiena, sul ginocchio, che fa battutine inutili e a doppio senso per le quali ride solo lui, anche perché mi pare sia evidente anche ai muri la mia repulsione psicofisica nei suoi confronti, che ha sempre bramosia di sapere che faccio, se ho conosciuto qualcuno, se ho novità, che problema ha?
Mi chiama anche quando esce prima da lavoro e torna in macchina per sapere se voglio un passaggio che, per carità, opportunismo a parte ma anche no fa sempre comodo. Ma poi quando siamo assieme è agitato. E’ agitato nel suo modo di approcciarsi.
E pensare che per fidanzata convivente ormai da illo tempore ha una psicologa. Cazzo ma una ripassatina di capo al suo uomo non l’ha fatta mai?

E’ come se vivesse o almeno avesse bisogno di sapere tutte le cazzate e le pazzie che faccio, forse perché è impostato in una vita inquadrata e monotona e così evade un po’ e può farmi un po’ di paternali. Ma che ne so. Fatto sta che è difficile da gestire.

E’ che a volte vorrei urlargli STAI NEL TUO! CHITESENCULA! Ma alla fine sono una brava persona e quindi no. O almeno ancora no.

Bonsai

Ufficio, cardigan settembrino, finestra spalancata e pioggia battente.
Respiro a pieni polmoni l’asfalto che ribolle e il vento freddo che arriva nella stanza e porta odore di prati e terra. E io mi sento bene. Nonostante l’incertezza costante di ogni passo e il battito accelerato quando penso a se mai riusciremo ad essere davvero noi, mi sento bene.
Il bonsai ha le foglie nuove.
Staremo bene, vedrai.

Stracci di notte 

È sera tardi, sei stanca, e tu vorresti solo le coccole. Vorresti un petto su cui posare la testa ,e lasciarti accarezzare fino ad addormentarti. Ma lui non c’è, è con gli amici. E tu le coccole le vorresti solo da lui, da lui che alle coccole però manco ci pensa. Ecco perché quell’altro che sbava da mesi e ti scrive non ti fa proprio effetto. Lo sa che hai un altro ma insiste ed è talmente ostinato da farti sorridere, da farti tenerezza. Ogni volta che metti piede in quel bar è un siparietto.

Poi c’è l’altro. A quest’ora sarà a casa, dopo aver dato la buonanotte ai bambini, a tentare di dormire accanto a quella moglie con cui ormai non fa altro che litigare. Lo faccio per i miei bimbi ti dice mentre ti guarda negli occhi. Lo sai, lo sai benissimo che tante volte ha pensato di tornare indietro di dieci anni, di afferrarti, e di fingere che tutto sia facile, e possibile.  

Poi c’è il tuo amico che scrive all’improvviso e ti chiede dove sei che ti raggiungo, nel momento esatto in cui hai messo piede in casa. 

Poi c’è quello de “la prova del nove” (ve la racconto un’altra volta questa storia), che non guarda il telefono dalle otto (maledetta stalker), che l’aperitivo non ha voluto farlo e che sarà davvero a fare la prova del nove. E pensare che sei tu che hai tanto insistito, ma un fastidio non posso negarlo. 

E poi c’è lei, che ha detto al suo migliore amico, quello innamorato di lei da una vita, che finalmente lei é felice, con un ragazzo che le ha fatto subito perdere la testa. E lui è impazzito e ha chiuso i ponti. E mentre lei me lo racconta è affacciata alla finestra dalla camera dello straniero che le ha rubato il cuore. 

La verità è che non gli piaci abbastanza continuo a ripetermi. La verità è che rincorriamo sempre quello che non abbiamo, è che è sempre tutto un vorrei

Eppure la notte, ogni singola notte, mi sembra piena d’amore da farti scoppiare il cuore. La notte brucia e rasserena gli animi. E io continuo a pensarti, a pensare che ti vorrei qui, che vorrei il tuo petto, che vorrei le tue coccole.