Giorno 3 senza di te

È passato così incredibilmente tranquillo, come se fosse stato un brutto sogno. Un velo di malinconia nella frenesia quotidiana, le giornate piene e poco tempo per pensare, per pensarCI. Ho sorriso oggi, come se tu non fossi mai esistito, ma ti sento aggrappato in fondo al mio cuore. 

Perché non sei tu a cercare me? 

Passi scontati, passi dovuti. Io non capisco ancora il perché. Ma so che è una quiete, solo apparente. 

Giorno 2 senza te

Hai detto non pensarci, devi distrarti, se fai così mi metti in un angolo. Sei rimasto a guardare ed hai lasciato io scegliessi. Quanto avrei voluto che fossi tu a mettere me in un angolo, a non lasciarmi scelta.

Questo secondo giorno mi lascia confusa più del primo. Poche lacrime e tanta malinconia. Sommersa dal lavoro, ma all’improvviso un pensiero torna sempre a te, con un sussulto del cuore e una morsa allo stomaco. 

Penso a tutti i tuoi difetti per allontanarmi da te, e intanto penso a cosa comprarti settimana prossima, per il tuo compleanno. 

Ho pensato che potrei bluffare, per tenerti ancora un po’ con me, ho pensato di saltare, finalmente, di provarci davvero, ma ho due blocchi di  cemento al posto dei piedi. 

Non volevo neanche scrivere più, fa troppo male fermarsi a pensare, a pensarti, a pensare alle tue mani sul mio viso, ai miei sorrisi mentre ascolto le tue nuove canzoni appena scritte, le ho viste nascere e crescere di nascosto assieme a me. Sento la tristezza che sale. È una tortura anche questa. Basta così. 

Notte 1 senza di te

Guardo la lancetta dei secondi scorrere fra i singhiozzi. Fa male così tanto non avere la forza delle proprie scelte e abbandonarsi alle lacrime, riversare le proprie mancanze sugli altri, come se servisse, come se potesse migliorare qualcosa. Mi fanno male gli occhi e so che non passerà.
Mi sento morire perché preferisco rinunciare a te piuttosto che cambiare. Non ho la forza. E mi odio.
Occupo il tempo per non pensarti. Eppure sarebbe così facile venire da te. Non ci riesco. Non ci riesco.

Giorno 1 senza te

È passato veloce, quasi impercettibile, la frenesia lavorativa del lunedì.
Il risveglio è stato più difficile, la notte non ha portato consiglio ma solo tanti sogni strani, sogni frammentati, sogni di noi ancora insieme. Continuamente fra il sonno e la veglia, esattamente come mi sento adesso.
La sera è sempre più triste. La sento adesso mentre torno a casa la malinconia, che mi sale in gola e che mi invade gli occhi.
La mia scelta è stata di non scegliere ed ora sto cercando di trovare la ragione. Ma allora perché sto così male se ho scelto io?