Terzo in scomodo

Ah non posso. No non posso cascarci di nuovo.
Ti penso, Dio se ti penso, ma non devo. Tu NON DEVI essere presente. Non posso, è tutto sbagliato.
Non mi ero mai trovata in una situazione così, proprio no.
Io sono quella dura, quella che vuole farsi gli affari suoi. Tu sei il silenzioso tre, e quindi le cose le decido io. Come e quando dico io.

io non sono proprio capace, non ci credo manco io.

Hai ragione quando dici che sono tripolare. Sì, non bipolare, tri.
Poi non capisci perché sparisco. Eppure io te l’avevo spiegato ma boh, forse il cervello cancella le cose che non vuole sentire. O forse si danno per scontato cose che scontate non sono. Come il fatto di essere in due.
Potremmo esserlo sai? Ma non ce la faccio.
C’è una forza che mi spinge da te, e l’altra che mi porta lontano.

non è fra le tue braccia che devo stare.
E perché?
Ah boh, non so perché mi ostino a dire no

Non voglio smettere ne ricominciare.
Ho solo la forza di continuare, con te, con lui, come se fosse cosa buona e giusta, come se fosse tutto normale.
Mi scoppierà tutto fra le mani, e non farà nemmeno male.

Dio come sono diventata.

Però non ti scrivo. Non mi interessa dove sei che fai con chi sei e se mi pensi.
Che tanto lo so che mi pensi, tu sì che lo fai.

Fisso il muro col viso fra le mani. Batto il piede. Devo smettere di pensare.

Nessuno mi ha mai fatto tanto male come il cuore. Mi rovino con le mie mani.