Frottole sconnesse

Silenzi. Respiri affannosi e solo battiti fra occhi lucidi e mani aride. Labbra umide e sensi distratti. Pensieri sconnessi fra tutte quelle frottole. Bugie pallide, corpi inerti. Bocche che si sfiorano fra freddo e solitudine.

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Esausta

Abbiamo ritmi diversi, viaggiamo a due velocità.
Rimani costantemente indietro e io non so per quanto ancora avrò la forza di tirarti a me. Mi ritrovo esausta, con le mani rovinate, e gli occhi pieni solo di tristezza.
Respiri profondi non placano i pensieri più cupi.
Non sono abbastanza. Non lo sono mai stata

Non posso perennemente fermarmi ad aspettarti. Non posso rincorrerti.
Eppure vorrei vederti sempre qui al mio fianco.
Mi trovo seduta ad aspettarti, con le gambe strette fra le mie braccia, la testa appoggiata alle ginocchia. Ogni attesa mi destabilizza.
Ogni attesa è un pezzo di cuore che si sfalda. E io sono stanca di fartelo notare.

Ma ogni volta poi ti lancio quella corda, e ti tiro a me. Arriva quell’abbraccio che tutto placa. Ma non faccio in tempo a riposarmi solo un attimo, che sei di nuovo lontano. E io ancora esausta.
Ma come fai a dimenticarti di me?

Sarà una verità talmente chiara che non riesco ad accettarla.

Non ce la faccio ad essere così. Sono stanca. Sono stanca di me. E non so cosa fare.

Nuda proprietà

Come fanno ad essere così pesanti i pensieri della mattina?

Eppure l’aria è fresca, ma il cervello già mi scoppia, e sono in ufficio solo da un’ora.
Penso alle pratiche nuove che ho da fare, a tutte le scadenze, e nel mezzo, ad intervalli regolari, sempre più frequenti appari tu.
Oddio questo mal di testa. Mi sposto sul terrazzo, ho messo quello sgabello fuori al sole, mi siedo ad occhi chiusi per cercare di ricaricare le batterie. Non è possibile essere già scarichi.
Chiudo gli occhi e sento il sole tiepido che mi massaggia le tempie, e il vento fresco mi accarezza i capelli.

Chissà com’è fatta la pazzia. Forse sono i pensieri che non ti danno pace.

Non succederà mai, eppure stamattina riflettevo su quanto tempo dovrà passare prima che io possa dirti di aver visto quell’appartamento qui vicino, quello con la camera grande e un pezzetto di giardino, perfettamente a metà strada fra il mio ed il tuo lavoro.
Penso a una casa nostra, quando tu non hai neanche il coraggio di prenderti un impegno con me.
Ma oggi non ci penso con tristezza, con l’amarezza di sempre, perché la paura ha molti volti, e la tua forse si riflette proprio nel dire di non volerti legare, e mentre lo dici mi ripeti che ti manco, che vorresti svegliarti di nuovo con me, come ieri, abbracciati in quel letto grande.

Non riesco a sentire la paura stamattina, sento solo la speranza, mentre il mal di testa non si ferma, sento che il mio cuore piano piano sta accarezzando il tuo, sta domando, con la semplicità, un cavallo imbizzarrito, nessun trucco, nessuna regola prestabilita.
Mi sono spogliata a mio pericolo di tutte le maschere, perché se non mi amerai per come sono davvero io non so che altro fare.
Vorrei scriverti una lettera. Sarebbe tutto più semplice, ma a volte è inutile inondare la mente di parole, perché le parole, per quanto belle e ricercate possano essere, non potranno mai spiegarti il mio respiro che accelera quando sto per incontrarti, gli occhi che si fanno lucidi quando ti guardo sorridere mentre non te ne accorgi, la mia pelle che si drizza ogni volta che mi sfiori la schiena con la punta delle dita. Rischierei di tralasciare degli aspetti vitali.
Quindi lascio che siano le nostre vite a parlare, i nostri silenzi, i respiri che si uniscono mentre dormiamo abbracciati, il profumo dei miei capelli con quello shampoo che tanto ti piace.
Non sono le mie parole che devi amare.

Breakfast club

Si si, mi disintossico. Ma come mi disintossico dai pensieri? L’ho cercato l’interruttore, giuro, ho fatto il giro di tutta la testa, l’ho tastata senza sosta alla ricerca disperata di quel fottuto pulsante ma davvero non c’è.
Le foto di quelle dannate coppie su facebook che fanno colazione assieme tutte innamorate, almeno le loro tazze e brioscine così mi raccontano, mentre io colazione la faccio sempre da sola, a dire il vero con i vecchietti del circolino che mi coccolano più di una nipote, ma comunque non sono lui
Devo disintossicarmi anche da tutti i social.
O forse dovrei disintossicarmi dai pensieri cattivi. La paura è una sega mentale recita quel libro sul comodino.
E pensare che me lo ha regalato quel ragazzo conosciuto da quattro giorni. Mi aveva già capita in modo impressionante.

Quanto vorrei mi dicesse “stamattina mi alzo presto e facciamo colazione assieme”. Cazzo abita a 3 chilometri da qui. Ma forse devo smettere di desiderare le cose che non ho, altrimenti poi vivo male eccetera eccetera. Ma vivo male sì. Io voglio lui. Ma l’erba voglio non esiste bla bla.
Ma poi in realtà mi piace perché è fuori dal mondo. mmm. Mi piace cosa se poi mi lamento così? se poi mi logoro così.

Quanto lo cerco l’amore, maledetta me.

Si si, lo lascio ancora un po’ nella borsa il telefono, che tanto lui si sveglia a mezzogiorno quindi.
Ossessionata sono.