Manchi

Impotente. Le mani vuote. Le guardi le mani ma non capisci. È un attimo solo e perdi il controllo. Il respiro si fa affannoso e gli occhi si gonfiano di lacrime. Non c’è un perché ma lo senti che non sei felice. Manchi. Qualunque cosa tu sia manchi.

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Bravissimi

Suona Mind over matter – Young the Giant

Tempo nero nero, pare inverno fuori. Piove fa freddo. Ed è lunedì. Ma il mio umore è ottimo. 

Non siamo fidanzati, no, certo, “lui non se la sente”, “l’abbiamo chiarito” bla bla. Ma ieri sera eravamo insieme ed io ho buttato lì l’idea di un weekend fuori, anche solo una notte, per non dover tornare sempre a casa ad orari improponibili e poter dormire assieme. E l’uomo che non se la sente ha detto sì. Già.

Ho un sorriso ebete, ed è tutta la mattina che cerco un posto carino dove poter andare, e sono emozionata, e non vedo l’ora. Immagino giornate di sole, passeggiate, sorrisi, noi che ci prendiamo in giro, io che al solito faccio mille foto, baci e noi che facciamo l’amore. E dormiamo insieme. E la mattina apro gli occhi e lo guardo mentre ancora dorme, con quei capelli tutti scarruffati e quel piercing che gli da sempre fastidio ma che non vuole togliersi. E vorrei sentirmi felice. Non innamorata, non lo sono, forse non lo sarò mai o non lo sono ancora, ma felice. Perché saremo insieme, perché ci piace stare insieme e ci riesce benissimo farlo.

 

Le foglie del destino: l’astrologia Naadi e il bisogno di senso

Wellthiness Blog

Siamo veramente liberi di costruire la nostra vita? Il nostro futuro è davvero nelle nostre mani? Il nostro Wellthiness è solo frutto del nostro agire o è già scritto a priori?

Nella lontana e spirituale India vengono conservate migliaia di foglie di palma sulle quali, si dice, che ci sia scritto il destino degli uomini.

 

La tradizione vuole che, migliaia di anni fa, degli uomini santi, i Rishi, abbiano avuto la possibilità di canalizzare le conoscenze riguardanti eventi futuri del mondo e le informazioni dettagliate su ogni persona che avrebbe visitato l’India per conoscere il proprio destino.

LE ORIGINI

Le origini del Shastra Naadi (trattati di energia canalizzata) sono avvolte nelle nebbie del tempo. Si tratta di un

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Gli uomini e le donne sono uguali

Suona Ti voglio bene di Vasco.
Le canzoni a volte non suonano a caso.

Stavo riflettendo sul fatto che il problema degli uomini è che pensano come uomini. Il problema delle donne è che non pensano che gli uomini pensano come uomini. Pensano che gli uomini abbiamo una linea di pensiero come quella delle donne. So che avete capito.
E questa differenza crea problemi abissali. A me sicuramente. Perché quando non riesco a spiegarmi un comportamento lo estrapolo dal contesto, dimenticandomi con chi ho a che fare. Questo generalizzando.
Specificando invece, io mi incazzo come una biscia quando non mi considera per una mattinata intera e poi si palesa dicendo “che c’è? Che hai?”
Che ho?!
No vabbe. Mi odio profondamente quando mi vengono da fare le scene da 15enni. Ma sarà che per me queste son cose di principio. Ti scrivo, mi rispondi. Mi dici che hai da fare, che sono scesi gli alieni sulla terra, che il cane ti ha mangiato il quaderno con i compiti per casa e tutto quello che vuoi, ma mi dici qualcosa. Qualcosa che non è “stasera ti faccio un sacco di coccole” perché io ti mando a cagare e stasera me ne sto da me. Non so se mi sono spiegata.

La mia cara compagna di sventura che mi sopporta quotidianamente da innumerevoli anni (ovviamente la sopportazione dell’isteria è reciproca) sostiene che lui non lo faccia con cattiveria. Lo fa perché è maschio, perché non ci arriva, “perché capace stamani non aveva voglia di ragionare e quindi non t’ha scritto e tutto a posto, tanto lo sai che ci sei”.
Appunto. Male male.

Sto cercando di non prenderla come una cosa seria, ci sto provando eh, e sono anche orgogliosa di me per quanto ci sto riuscendo, ma rimane fermo il fatto che voglio un uomo, momentaneo o definitivo che sia, per il quale essere una priorità, non un’opzione.

Scatto

Giorni in cui vorrei solo prendere la mia macchina fotografica e fuggire da qui. Andare non so dove ma dove c’è il sole, dove c’è una nuvola che mi sorride, un fiore da accarezzare, il vento da venerare, un mare da respirare, ed il cuore che accelera, accelera sempre all’idea della foto che sta per nascere.
È impossibile da spiegare a parole la fotografia, la sensazione che ti fa aumentare il respiro quando già in testa immagini la foto che sarà, ed hai la macchina fra le mani, pronta per lo scatto. Regoli l’inquadratura, metti a fuoco. Respiro. Scatto. Subito dopo lo scatto vorrei una stampante e una pellicola per poter avere le foto fra le mie mani, per vederle vivere. Ed a volte sono ancora più belle di come le avevo immaginate.

Ecco, adesso vorrei essere lontano da qui.
O fra le tue braccia.

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Maledetta me

Suona Lauryn Hill. Do Wop (That thing).

Ci ho pensato e la questione non è che non so stare da sola. No no. Io non so stare con le persone. Che poi non è nemmeno proprio così.
Son confusa. Sono perennemente in bilico su un filo di seta. Penso possa spezzarsi da un momento all’altro. Ed aspetto come se la cosa fosse imminente.
Inizio le storie pensando già che finiranno.
Non mi risponde? certo non gliene frega nulla.
Mi chiama? Eccoci, vuole dirmi di non vederci più.
“Vorrei solo essere con te” “anche io” certo lo dice ma mica lo pensa davvero.

Oddio quanto mi odio. Eppure quando siamo insieme è tutto perfetto.
Ma ho sempre paura di rovinare qualcosa..di dire la cosa sbagliata, di mostrarmi troppo smielata, appiccicosa, gelosa, nervosa. Troppo qualcosa o troppo poco qualcos’altro.
Forse dovrei solo essere me stessa.
Non son più capace maledetta me.

Ps. Non mi risponde. Che stress. Regredita a 15enne. Ohiohi.

Pps. Che poi io mi posso rovinà la vita e il fegato così MAREMMIMPESTATA? Eeeeeeeh!!

Sproloquio finito.